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Codice etico


CODICE ETICO DELL'OFFICINA DEL MOVIMENTO

Premessa

La nostra Associazione Sportiva coinvolge un buon numero di ragazzi, di giovani, di genitori e persone del nostro Paese e delle zone limitrofe. Le occasioni di incontro e confronto sono varie e ripetute, nelle palestre, nei campi da gioco e anche al di fuori.

I ragazzi si allenano, apprendono, verificano le proprie capacità, migliorano le proprie relazioni sociali, “fanno squadra”. Abbiamo l'ambizioso obiettivo di fornire loro un'occasione per crescere sotto tutti gli aspetti e quindi contribuire allo sviluppo globale della loro personalità.

Per perseguire questo obiettivo operano allenatori, dirigenti e accompagnatori, che mettono a disposizione le proprie competenze, la propria disponibilità, la propria esperienza di vita.

Esiste poi un'altra determinante categoria di persone inserita nell'ambiente che sono i genitori. Affidare i propri figli e parte del loro percorso educativo, all’Officina del Movimento è un gesto di fiducia e di riconoscimento degli indiscutibili valori formativi e sociali dello sport in generale, ma in particolare della qualità del nostro operato. Infine ci sono semplici amici che seguono da vicino la nostra attività e magari contribuiscono in qualche modo a dare un aiuto e un supporto allo svolgimento del nostro lavoro.

Le persone che, con ruoli diversi, contribuiscono al buon andamento e al costante sviluppo di tutto il nostro movimento sono quindi diverse e forse non sempre vi è un’adeguata consapevolezza della rilevanza, sul piano personale e pubblico, di tale realtà.

La sottoscrizione di un codice etico può aiutare tutti i singoli soggetti a riflettere sui significati, i principi, i valori fondamentali ai quali ispirarsi, per orientare al meglio il comportamento di ognuno.

L'idea di questo documento è quella dell'autoregolamentazione, cioè adottare un insieme di principi e di comportamenti che non vengono  imposti, ma che sono consapevolmente scelti e condivisi da tutti i soggetti che a diverso titolo rientrano nell'ambito della nostra attività, i quali autonomamente si impegnano a rispettarli.

Questa scelta di autoregolamentazione vuole contribuire ad un ulteriore miglioramento di qualità morale. Significa aggiungere valore alla nostra importante esperienza e vuole responsabilizzare personalmente ognuno ad assumersi con coerenza questo onorevole impegno.

 

Principi dello spirito Olimpico

Fin dalle lontanissime origini (776 a.c.) lo spirito che animava la massima espressione dello sport cioè le Olimpiadi, è stato quello di essere una grande festa a cui intervenivano molte persone provenienti da diverse parti, i partecipanti non erano soltanto gli atleti, con i loro amministratori pubblici, allenatori, gli arbitri e i tecnici , ma anche poeti, musicisti, danzatori e studenti, gente diversa sotto vari aspetti: territorio, cultura, età, abilità.

Il linguaggio del gioco e dello sport, come quello dell’arte, della danza, della musica, della poesia, è una lingua universale, attraverso la quale tutti sono in grado di comunicare e comprendersi. A unire, infatti, sono soprattutto i valori, gli ideali in cui si crede. I valori dello sport sono l’amicizia, la lealtà, la solidarietà, l’impegno, il coraggio, il miglioramento di sé, la pace. Si tratta di ideali universali, validi per tutti e in ogni tempo, quindi estremamente attuali. C’è appunto un'espressione che riassume in sé tutti questi concetti: è lo Spirito Olimpico.

Lo Spirito Olimpico comprende i motivi per cui si pratica uno sport, il modo in cui lo si fa e lo scopo per cui si gareggia. Le parole chiave a livello internazionale sono: Amicizia, ovvero uniti nello sport; Fair Play, ovvero lealtà prima di tutto; Pace, ovvero migliorare l’uomo, non distruggerlo; Onore, un valore antico ma attuale, per esempio impegnarsi al massimo e riconoscere i meriti degli avversari; Gloria, ovvero ricordo incancellabile, ad esempio il conseguimento di un grande successo.

I principi che animano la nostra esperienza sportiva quindi sono:

 

il rispetto di sé e dei propri tempi di maturazione e di crescita;

il rispetto degli altri;

la lealtà e l’onestà;

la sana competitività e il sano agonismo;

la fiducia reciproca;

il rifiuto di mezzi illeciti o anche semplicemente scorretti per assicurarsi la vittoria.

 

Adottando e riconoscendosi nei principi di questo documento

 

L’atleta s’impegna:

a vivere il nostro sport come un momento di gioia, di crescita di sé, di messa alla prova delle proprie capacità, di confronto positivo con gli altri, di solidarietà e di amicizia;

ad assimilare e a rispettare le regole con lealtà, sia negli allenamenti che nelle competizioni;

a seguire le indicazioni fornite dall’allenatore/istruttore e ad accettare il ruolo attribuito e le consegne affidate;

ad accettare serenamente il responso del campo, anche quando è sfavorevole; a rifiutare quindi la cultura del sospetto, in base alla quale se si perde è sempre colpa di qualcun altro, ad esempio l’arbitro;

quando i risultati non corrispondono alle proprie aspettative, a mettersi in discussione e quindi a fare autocritica, ad esempio attraverso un maggiore impegno negli allenamenti e un maggiore spirito di collaborazione in squadra;

a dare continuità al proprio impegno perché solo la pazienza e l’esercizio costante consentono di acquisire competenze e risultati significativi;

a valorizzare e incoraggiare gli altri compagni di squadra: ognuno migliora se stesso perché gli altri migliorano;

a rifiutare ogni forma di doping;

ad adottare iniziative positive e/o comportamenti atti a sensibilizzare il pubblico delle manifestazioni sportive al rispetto degli atleti, delle squadre avversarie e dei relativi sostenitori;

a rendersi disponibili a partecipare ad ogni iniziativa societaria volta alla promozione dello sport, dei suoi valori e principi etici, o comunque con finalità di carattere sociale ed educativo.

 

L’allenatore/istruttore s’impegna:

a curare con attenzione la preparazione fisica e comportamentale della squadra e a svilupparne le competenze tecnico-tattiche;

a considerare il proprio ruolo come investito di una finalità espressamente educativa, attento a favorire la formazione globale del soggetto, in senso fisico e corporeo, morale e spirituale, culturale e civico;

a valorizzare le capacità di ciascun atleta, anche di quelli meno dotati, rispettandone i tempi di crescita e di maturazione personale, e rifiutando altresì una eccessiva specializzazione quando questa venga proposta all’atleta in età precoce;

a coinvolgere e a far giocare tutti i ragazzi della squadra, quelli più forti e anche quelli che lo sono meno;

a sottolineare il valore non solo dei successi agonistici conseguiti, ma anche dei progressi individuali e dell’acquisizione di capacità personali, che non necessariamente si accompagnano a un successo agonistico sul campo;

a promuovere un’adeguata educazione alla salute, anche in collaborazione con i servizi di medicina sportiva, dell’ASL di competenza e del Comune;

a educare a una corretta alimentazione e cura del proprio essere e del proprio corpo, aiutando progressivamente l’atleta ad una matura e autonoma gestione di sé, specie quando smetterà l’attività agonistica;

a sostenere e a incrementare i momenti di socializzazione tra gli atleti, in collaborazione con i dirigenti della società, valorizzando ad esempio le trasferte, anche come occasione di crescita culturale nel visitare le città ospitanti l’incontro sportivo;

a curare la propria formazione personale e ad aggiornare costantemente le proprie competenze tecnico-tattiche ed educative;

a conoscere le principali agenzie educative e i principali servizi presenti nel Comune e nel proprio territorio, per intrecciare rapporti di collaborazione e per saper orientare i ragazzi e le loro famiglie ai servizi, in caso di bisogno.

a rispettare tutti gli atleti, sia della propria squadra che di quelle avversarie, evitando atteggiamenti, frasi o gesti che possano offenderli;

a sostenere e partecipare ad ogni iniziativa societaria volta alla promozione dello sport, dei suoi valori e principi etici, o comunque con finalità di carattere sociale ed educativo.

a sollecitare il Coni, la Federazione Italiana Pallacanestro e gli Enti di promozione sportiva perché si impegnino a garantire annualmente corsi di preparazione tecnico tattica e pedagogica si facciano anche loro promotori di questi principi.

 

Il dirigente s’impegna:

a scegliere collaboratori e allenatori adeguatamente preparati sul piano tecnico e formativo;

a promuovere la partecipazione alla vita della società di tutti i soggetti coinvolti, dagli atleti, agli allenatori, ai genitori;

a partecipare od organizzare corsi di formazione specifici per i dirigenti e gli associati alle società sportive, che prevedano anche un approfondimento di carattere etico-deontologico;

a rispettare, in modo sostanziale, le diverse formalità richieste per assicurare la regolarità dell’iscrizione degli atleti alla società e al campionato;

a rispettare l’obbligo della visita medica annuale, esigendo che essa sia condotta in modo approfondito e non meramente formale;

a curare la propria formazione personale e ad aggiornare costantemente le proprie competenze (di carattere organizzativo, gestionale, fiscale per quanto attiene ad esempio ai rapporti con gli sponsor, …);

a dotare la società sportiva della Carta dei Servizi, nella quale verranno riportate informazioni essenziali concernenti le caratteristiche e le finalità della società, i compiti attribuiti alle varie figure coinvolte sia sul piano organizzativo e gestionale che formativo, il curriculum della società stessa e dei suoi responsabili; la Carta dei Servizi verrà messa a disposizione dei ragazzi e delle famiglie;

a pronunciarsi sulle violazioni al presente codice ed adottare eventuali azioni disciplinari;

a compilare e a consegnare al termine dell’annata sportiva la scheda di valutazione della crescita tecnica e relazionale di ciascun atleta.

 

Il genitore s’impegna:

a considerare lo sport come un potente strumento per promuovere lo sviluppo, la salute e il benessere fisico e relazionale dei propri ragazzi.

a sostenere e ad accompagnare il proprio figlio nella pratica sportiva, considerandola un momento importante, ma non esclusivo, della formazione di sé;

a non assolutizzare tale impegno, riponendo in esso aspettative incongrue, quasi che il figlio sia necessariamente destinato a diventare un campione;

a rispettare le indicazioni degli allenatori e dei dirigenti, senza sovrapporsi o addirittura sostituirsi impropriamente al loro ruolo, evitare discussioni tecniche con gli allenatori i quali hanno ogni responsabilità in tal senso. Eventuali osservazioni potranno essere riportate ai dirigenti accompagnatori di squadra che provvederanno a chiarire ogni possibile malinteso;

a incoraggiare il proprio figlio e la sua squadra, senza per questo screditare e svalutare il gioco degli avversari (tifare per, mai contro!) ne tanto meno rivolgere loro offese;

a rispettare gli ufficiali e giudici di gara nella certezza che ogni decisione è presa in buona fede ed obiettivamente;

 

Un impegno formale e un gesto concreto

L’Officina del Movimento si impegna a divulgare e a far conoscere e rispettare tra i propri affiliati e associati lo spirito e i contenuti di questo documento, prevedendo eventualmente anche approfondimenti e incontri su tali temi. Il mancato rispetto degli impegni previsti da questo documento potranno prevedere sanzioni disciplinari. Tutte le attività della Associazione dal punto di vista gestionale saranno ispirate alla massima correttezza, trasparenza e legittimità formale e sostanziale. L’Officina del Movimento si asterrà da qualsiasi comportamento discriminatorio in relazione alla razza, all’origine etnica o territoriale, al sesso, agli orientamenti sessuali, all’età, alla condizione psico-fisica-sensoriale, alla religione, alle opinioni politiche e filosofiche. Si impegna inoltre a fare in modo che gli atleti delle proprie squadre, alla fine di ogni partita e di ogni incontro sportivo, qualunque sia stato il risultato, compiano un semplice gesto per rinsaldare l’amicizia e la lealtà; potrà trattarsi della stretta di mano, delle congratulazioni o dell’applauso tra atleti, dirigenti, allenatori delle due squadre e dei giudici di gara o qualsiasi altra forma di iniziativa volta a contraddistinguere in modo positivo e originale l'operato del nostro sodalizio.